Sochi 2014: l'Italia conquista 8 medaglie, ma l'ombra del doping rovina il record olimpico

immagineSOCHI (RUSSIA): con otto medaglie l'Italia batte il record di Vancouver 2010 ma senza conquistare nessun oro. E a rendere più amare queste Olimpiadi ci sono le tante "medaglie di legno" e la macchia del doping.
Dopo 15 giorni di gare, cala il sipario sui XXII Giochi Olimpici. Ed è tempo di bilanci.

In casa azzurra, queste Olimpiadi Invernali saranno sicuramente ricordati quelle Carolina Kostner, al suo primo podio olimpico; quelle diArianna Fontana, capace di conquistare due medaglie nello short track individuale e una nella staffetta; le Olimpiadi del primo successo nella staffetta mista del Biathlon; le Olimpiadi Armin Zoegger nello slittino; di Christof Innerhofer e dei due podi nello Sci Alpino.

Un totale di otto medaglie (due argenti e sei bronzi), tre in più delle Olimpiadi di Vancouver nel 2010. Un record che però ha anche un lato meno splendente.

Innanzitutto, proprio perché quest'anno a mancare dal medagliere azzurro è stato proprio il metallo più luncente, quell'oro che nessun atleta italiano è riuscito a raggiungere. Si tratta del peggio piazzamento da Saint Moritz nel 1948 e la prima volta da Sarejevo 1984 che l'inno nazionale di Mameli non risuona negli impianti Olimpici. Lontani i sette ori Lillehamere e i cinque di Torino 2006. A farla da padrone, contro ogni pronostico iniziale, sono stati i Russi che con 13 ori e 33 medaglie in totale svettano nel medagliere; subito dietro la Norvegia e il Canada. L'Italia si piazza solo al ventiduesimo posto.

Un record negativo su cui pesano anche delle otto "medaglie di legno", quei quarti posti che hanno lasciato i nostri atleti ad un passo dal podio e che per numero rappresentano anch'essi una sorta di record.

E infine, la partecipazione italiana a Sochi si è macchiata anche da un caso di doping: Frullani, atleta 34enne del bob a quattro, è stato infatti trovato positivo a dei controlli. Il bobbista, proveniente dal mondo dell'atletica è stato subito allontanato; non certo un atleta di spicco, certo, ma la vergogna rimane. 

L'articolo originale è pubblicato su Vivere Italia del 22/02/2014

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