La fabbrica dei sogni: Ilaria Battistoni


Prima dei grandi successi, delle grandi squadre e dei campi internazionali, anche le campionesse hanno fatto la loro gavetta: così, prima di diventare l'alzatrice della nostra nazionale, Eleonora ha calcato i campi della serie C e della B1 con la Pallavolo Omegna; prima di diventare la regista dei tre scudetti della Scavolini, Francesca dirigeva le sue compagne nel campionato di B2 con la Giovolley Reggio Emilia; e lo stesso sta facendo la giovane protagonista della nostra rubrica: Ilaria Battistoni, classe 1996, alzatrice della Snoopy Pesaro nei campionati di Under 16, Under 18 e serie C.

E chi potevano essere i suoi due modelli se non Leo Lo Bianco e Francy Ferretti – con cui condivide il numero di maglia? “Ferretti e Lo Bianco sono i miei due modelli di riferimento e, a parte il ruolo, sono le mie giocatrici preferite. Ammiro come gestiscono le proprie squadre e soprattutto di Francesca, come si rapporta con le proprie compagne. Quando guardo le loro partite cerco di studiare ogni minimo dettaglio del loro gioco e del loro comportamento”. Uno studio che Ilaria deve aver fatto con grande cura visti i risultati che questa giovane ragazza ha ottenuto in questi ultimi anni: un premio come miglior palleggiatrice, uno come miglior giocatrice, il passaggio alla Snoopy di Pesaro, la Coppa Marche con la squadra di serie B1, una convocazione nella rappresentativa regionale e, se non bastasse, una per uno stage della nazionale Pre-Juniores. Ma andiamo con ordine. Ilaria è cresciuta a pane e volley nella provincia di Pesaro seguendo le orme della madre e le gesta delle giocatrici che guardava in TV: “ ho iniziato a giocare nove anni fa quando facevo la seconda elementare. La mia prima società è stata quella dell'Adriatica Volley di Fano con la quale ho iniziato i corsi di mini-volley. Mia madre giocava a pallavolo ed è stata lei a trasmettermi la passione per questo sport. In realtà, da piccola, avevo iniziato a fare danza, ma poi, guardando la Tv mi sono innamorata della pallavolo e ho deciso di provare. Quello che mi è piaciuto di più di questo sport è stato l'aspetto di squadra che sinceramente mi attira molto di più rispetto a quello di un gioco individuale. Il ricordo più bello di questi inizi è legato proprio ad uno dei primi tornei di mini volley che ho giocato in giro per le città della provincia. Per me si trattava delle prime partite in cui mi confrontavo con altre ragazze della mia età, ed è stato in una di queste occasioni che ho vinto il mio primo trofeo. Eravamo a Fossombrone e ricordo che si giocava in piazza sui ciottoli del centro città”.

Da quei primi palleggi su campi un po' “spartani”, grazie al lavoro e i consigli di Leonardo Bomboni, Ilaria inizia a farsi notare per il suo tocco di palla, tanto che Beppe Galli la vuole nella rappresentativa della regione Marche: “ci incontravamo in varie parti delle Marche per formare il gruppo che poi sarebbe andato a Torino a disputare il Torneo delle Regioni. Anche se siamo arrivate seste, la medaglia che mi hanno dato è stato il riconoscimento più importante che ho ricevuto sino ad ora” e anche se Ilaria non vuole ammetterlo, lei era lì assieme alle atlete più forti delle varie regioni. Dopo otto anni con la maglia dell'Adriatica e un premio come miglior giocatrice nelle finali provinciali, lo scorso anno per la giovane palleggiatrice è arrivato il momento del grande salto con la Snoopy di Pesaro: “ricevere una proposta da una società importante non solo a livello regionale ma anche nazionale è sempre una grande soddisfazione. Avevo conosciuto Stefano Gambelli, l'allenatore della Snoopy, in occasione delle provinciali e mi aveva proposto di seguirlo a Pesaro. A gennaio dello scorso anno poi Stefano mi ha contattato per telefono per propormi questo passaggio e l'idea di poter giocare con loro, sinceramente, mi entusiasmava davvero: essere chiamata da una società come la Snoopy a soli 15 anni non è una cosa da tutti i giorni!” . Ma con il grande salto, sono arrivate anche delle responsabilità più grandi. “Quando mi hanno proposto la C ero un po' preoccupata: per me che provenivo dalla serie D era un salto di categoria importante e avevo un certo timore soprattutto perché il gioco è molto più rapido ed, essendo la palleggiatrice, avrei dovuto gestire io i tempi d'attacco delle mie compagne. Per non parlare poi degli schemi! All'inizio, naturalmente, ho avuto qualche difficoltà, ma allenamento dopo allenamento ho iniziato ad impararli e ora stanno diventando sempre più naturali. Inoltre, sono la più piccola del gruppo e mi trovo a ricoprire un ruolo importante: non sono ancora un vero leader in squadra, ma sto imparando a prendere le mie responsabilità e mi stanno insegnando a gestire il tutto. Però, dall'altro lato, tutti mi coccolano molto...e devo dire che anche questo è bello!” In realtà, il debutto assoluto in maglia Snoopy Ilaria lo fa a settembre con la squadra della B1 in occasione della Coppa Marche: “ero appena arrivata e mi sono trovata subito in campo in una serie totalmente nuova per me e con dei ritmi incredibilmente più alti a quelli a cui ero abituata all'Adriatica”.

Un salto che potrebbe “bruciare” in fretta una giovane atleta, ma non Ilaria che anzi, tolta la maglia della serie B, si è rituffata con tanto entusiasmo nell' Under 16 facendo tesoro di quello che aveva imparato nella serie maggiore: “giocando con persone più grandi sono cresciuta più velocemente di testa e mi sento più matura. E penso che questo mi abbia aiutato molto quando ho disputato il Torneo di Natale a Montepulciano. Partecipavano varie squadre del centro Italia e siamo arrivate seconde perdendo la finale contro Casal de' Pazzi di Roma. Per me sono stati tre giorni indimenticabili! Si trattava del primo torneo con l' Under 16 della Snoopy e quindi era la prima esperienza fuori con quel gruppo e con quegli allenatori: passare tre giorni insieme a stretto contatto è stato fondamentale per creare il giusto affiatamento tra di noi”. Quel torneo ha inoltre regalato ad Ilaria un altro trofeo da aggiungere alla sua personale bacheca: “niente...ho ricevuto il premio come miglior giocatrice: in realtà, è stata una scena buffa perché alla fine della partita, un signore si è avvicinato e mi ha chiesto “nome e cognome”. Io non capivo il perché: ho risposto, ma non ero molto convinta della cosa. Quando ho scoperto di cosa si trattava... sono stata felicissima! Ora è in bella vista nella bacheca in cui tengo tutte le medaglie”.

A sentire lei sembra che non si tratti di grandi cose, ma se Mencarelli l'ha voluta allo stage per la sua nazionale Pre-juniores, state certi che Ilaria ha davvero qualcosa di speciale “con Mencarelli a Roma sono stati tre giorni bellissimi, perché comunque è stata un'esperienza nuova dove ho avuto modo di conoscere ragazze da tutta Italia e confrontarmi con realtà pallavolistiche assai diverse. Anche se non erano presenti le giocatrici della nazionale pre-juniores, ho imparato molto anche perché il livello era abbastanza alto: credo di aver fatto bene, ma la certezza la avrò solo a maggio quando ci sarà una seconda convocazione”. Da brava palleggiatrice, Ilaria è sempre molto attenta a parlare del gruppo e delle relazioni che si creano all'interno della squadra, anche se ammette che ancora non riesce ad essere una vera trascinatrice: “di carattere sono abbastanza timida, ma sto migliorando, quindi pensa come ero prima!” - scherza la giovane promessa del nostro volley non proprio a suo agio davanti al registratore per l'intervista - “In campo sono più grintosa, o meglio, lo sto diventando: non sono ancora una che urla, ma so tirare fuori la voce quando serve. Inoltre, sono una ragazza testarda e quando mi prefiggo un obiettivo cerco di ottenerlo in tutti modi”.

Nel suo caso, l'obiettivo si chiama Scavolini Pesaro: “il mio sogno, come quello di molte ragazze che giocano è quello di poter arrivare in serie A. Se potessi scegliere io la squadra, sarebbe senza alcun dubbio la Scavolini Pesaro, magari con la maglia numero 10, quello indossato da Francesca Ferretti. Ma per il momento mi accontento della serie B1. Ho infatti ancora molto da imparare, soprattutto in difesa dove dovrei essere più dinamica”. In fin dei conti, Ilaria ha appena spiccato il suo volo: dove la porterà la sua passione, il suo cuore e soprattutto il suo talento, solo il tempo potrà dirlo!.

L'articolo originale e la foto di Davide Gennari sono pubblicati sul numero di aprile di Pallavoliamo nella sezione La fabbrica dei sogni.

Commenti

Post popolari in questo blog

I mestieri del volley: scoutman, Fabio Tisci

Mi fido di te: Maggie e Luciana Do Carmo

Ginnastica Artistica: la forza del singolo