Derby marchigiano alla Chateau D'Ax, Scavolini terzo ko di fila

Altra sconfitta per 3 a 0 per la Scavolini Pesaro che rimane ancora a quota 0 punti: attacco ancora poco efficace e battuta poco ficcante. Merito anche di una Chateau D'Ax trascinata da Djerisilo e molto ordinata in ricezione e in fase d'attacco.

Dopo lo stop e l'ebrezza della World Cup si torna finalmente a giocare sui campi italiani. A Pesaro si va in onda l'attesissimo derby, impegno delicato soprattutto per le pesaresi ancora in cerca della prima vittoria. Le due squadre arrivano infatti a questo appuntamento con due situazioni molto differenti: le pesaresi ferme a fondo classifica con 0 punti mentre Urbino occupa la terza piazza con 10 punti. Dubbie all'esordio sono anche le condizioni di Serena Ortolani, costretta a rientrare dal Giappone per un dolore al costato.


Il match si apre con il messaggio del presidente della Repubblica Napolitano sulla vittoria della World Cup da parte delle atlete della nazionale italiana e con la premiazione delle tre azzurre oggi in campo: Sirressi per la Chateau D'Ax, De Gennaro e Ortolani per la Scavolini.

I due allenatori possono finalmente schierare i sestetti ideali:Ferretti, Ortolani, Brinker, Klineman, De Gennaro, Manzano, Okuniewska. Salvagni risponde con Djeresilo, Garzaro, Blagojevic, Skorupa, Sirressi, Crisanti e Tirozzi.

Le due squadre si danno battaglia sin dal primo punto con tante difese che permettono di riattaccare soprattutto dal centro; è proprio Garzaro a mettere out il suo attacco e a dare il primo punto alle padroni di casa. Le due alzatrici Ferretti e Skorupa servono molto le proprie centrali, aiutate anche dalla buona tenuta in ricezione della proprie compagne: Urbino prova a scappare ma Klineman e poi Ortolani ricuciono il gap (6-6). A portare nuovamente avanti le ducali ci pensano gli attacchi di Tirozzi e Djeresilo e il vantaggio di +4 si mantiene sino al secondo time out tecnico (12-16). Pesaro non demorde e con Klineman si riporta a – 1 (16-17) e poi trova il 18 pari con Ortolani. La volata finale però è saldamente nelle mani di Garzaro e compagne che chiudono sul 19 a 25 sfruttando la brutta ricezione di Klineman proprio sulla battuta del capitano ducale.

Urbino parte subito forte portandosi avanti di +5 al primo time out tecnico grazie soprattutto ad una ispirata Tirozzi che passa facilmente sul muro di Klineman. Manzano, dopo un primo set spento, torna a farsi sentire a muro e in attacco: la squadra di Tofoli si rifà sotto (6-9). Djeresilo continua a mietere punti anche in questa frazione, creando scompiglio nella difesa avversaria. E' ancora Manzano a portare le sue sul – 2: l'attacco successivo di Klineman costringe poi Salvagni a chiamare il time out. Le indicazioni hanno l'effetto sperato e Urbino con Crisanti raggiunge nuovamente in vantaggio anche la seconda pausa obbligatoria (13-16). L'attacco pesarese è fermo e le ragazze della Chateua D'ax, con Djeresilo ancora inarrestabile cavalcano velocemente alla conquista del secondo parziale (20-25).

Terzo set più equilibrato in partenza con due punti di Manzano e Okuniewska per le Colibrì che sembrano voler scuotere le compagne. Ma è nuovamente la formazione di Salvagni a trovarsi avanti alla prima pausa obbligatoria (5-8) grazie ad un attacco più fluido ed efficace. Le soluzioni d'attacco di Pesaro al contrario non vanno a segno e le palla piazzate sono facile preda della ricezione avversaria: Skorupa può quindi gestire al meglio le sue compagne arrivando al massimo vantaggio sul 9-14. Le Colibrì prova l'ultimo assalto raggiungendo il – 2 con Okuniewska (12-15) ma gli attacchi della Djeresilo continuano a fare male alla ricezione pesarese: sul 15 a 20 Tofoli chiama il time out. Un errore di valutazione di De Gennaro e Klineman danno il primo match point a Urbino, prontamente chiuso da Tirozzi che mette fine al match con un lungo linea potente e preciso (20-25).


Tofoli parla di un'altra “batosta arrivata anche per le poca convinzione delle ragazze. Ora torniamo in palestra per cercare di migliorare. Noi abbiamo molte lacune e difetti”. Poco contento anche dell'atteggiamento delle prorie ragazze: “dobbiamo osare di più”.

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