Super tifosi: SuperCarol e Carolina Costagrande


Di foto insieme ne abbiamo fatte davvero tante, ma quella che meglio esprime il mio legame con Carolina Costagrande è quella che mi ha fatto una mia amica di sorpresa quando in mezzo ad una folla immensa, nel vecchio palazzetto di Montecchio, io e Carolina ci abbracciamo forte forte. Solo io e lei in mezzo a tanti, proprio a sottolineare un legame che a me piace pensare essere un po' unico. E, in fondo, un po' lo è. A partire da come è nato.

Innanzitutto, Carolina è stata la giocatrice che mi ha fatto riavvicinare e riscoprire la pallavolo: da piccola infatti ero una pallavolista, ma mi ero un po' allontanata da questo sport e sinceramente preferivo il volley maschile con Papi e Zorzi su tutti. Un giorno per caso, io e mio marito abbiamo deciso di assistere ad una partita della ex Scavolini a Montecchio, anche perché il palazzetto è davvero vicino a casa. Siamo andati e ho visto questa ragazza fenomenale: una giocatrice pazzesca che oltre a fare tanti punti incitava ed aiutava costantemente le sue compagne in campo. Vedendola giocare è rinata in me una grande passione per questo sport, talmente grande che ancora adesso tutti i giovedì mi vedo con un gruppo di amiche per giocare. Da lì ho iniziato a seguire le partite e sono diventata una Balusch – una tifosa di Pesaro – che seguiva la sua squadra ovunque, anche quando le previsioni meteo davano tormente di neve – vedi nella trasferta a Perugia - o nonostante il sesto mese di gravidanza rendesse gli spostamenti un po' più complicati – come nella gara a Bergamo. Io ci sono sempre stata: avrei fatto di tutto pur di vedere le magie della mia Carolina! E cosa vi aspettereste da una persona che ha scelto come nickname SuperCarol? Nel momento in cui avevo deciso di diventare una Balusch, infatti, mi sono segnata anche al forum dei tifosi e quando ho dovuto scegliere un nome per il forum, ho subito pensato a lei. Perché SuperCarol? Bè, ovviamente perché più super di lei non c'è davvero nessuno!

Anche il nostro primo “contatto” penso che sia più unico che raro, o almeno è molto particolare. Subito dopo la prima partita che ho visto, ho cercato Carolina su Facebook e le ho chiesto l'amicizia. Il caso ha voluto che il giorno dopo l'incontrassi in un supermercato a Montecchio. Io naturalmente mi vergognavo tantissimo e mi ero persino nascosta dietro gli scaffali. Potete immaginare il mio stupore quando lei mi è venuta a cercare e mi ha detto: “io e te ci conosciamo, vero?”. Io con un filo di voce le ho risposto che ci eravamo conosciuti su Facebook e da quel momento abbiamo allacciato un'amicizia sul social network che è via via cresciuta. Quando per esempio alla fine di una partita le giocatrici venivano a “dare il cinque” a noi tifosi, tra di noi c'era sempre una parola, una battuta, una stretta di mano in più. Un vero onore per una tifosa come me!

Il primo autografo, il primo che mi sono fatta fare – e che ho avuto il coraggio di chiederle - è stato dopo la vittoria del secondo scudetto a Novara! Quello più bello, però, è quello che Carolina ha fatto sul mio regalo di compleanno: la maglia numero 12 che mio marito mi aveva comprato e che le ha fatto firmare; lei oltre a rendersi disponibile ad incontrarlo dopo gli allenamenti mi ha persino lasciato la maglia d'allenamento con una bellissima dedica. Il fatto di aver voluto dare a mia figlia Carolina come secondo nome è proprio un omaggio ad una giocatrice che a Pesaro ha lasciato un segno indelebile sia come atleta che come persona! Quando le ho detto di questa mia idea, lei mi ha inviato un messaggio bellissimo dicendo che era commossa da questo gesto. Pensate che quando è tornata a Pesaro dopo il campionato russo, ha persino voluto fare una foto con la piccola.

Potete quindi immaginare il mio stato d'animo quando nel 2010 Carolina ha annunciato il suo addio da Pesaro! Era un pezzo di storia che andava via e prima che se ne partisse le ho regalato un ciondolino d'oro a forma di 12 come a volerle dire che lei rimarrà legata alla nostra città e alla nostra squadra per sempre. Ricordo ancora con tantissima emozione gara 3 della finale scudetto contro Villa Cortese, quella che sarebbe stata la sua ultima partita in maglia bianco-rossa: la sua schiacciata da fuori banda che ha risolto un punto importante e il suo giro di campo con la bandiera della Scavolini sono ancora immagini vivissime nella mia mente! Anche se eravamo un po' tutti preparati a questo fatidico momento, per me è stato davvero triste, anche perché in quel periodo ero incinta e sognavo un giorno di poter portare mia figlia a vedere Carolina giocare a Pesaro.

Quello che posso quindi sperare è che lei un giorno possa ritornare ed ispirare ancora tanti i giovani, come ha fatto con me quel giorno. Per questo Carol ti dico: torna presto, ci manchi.

La tua supertifosa SuperCarol.

L'articolo originale è pubblicato sul numero di dicembre 2012 di Pallavoliamo.it

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